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DATI

Solo 4 imprese su 10 pagano alla scadenza: i dati CRIBIS per settore

Nel quarto trimestre 2025 solo il 43,4% delle imprese italiane ha pagato i fornitori alla scadenza. Lo Studio Pagamenti CRIBIS dice dove il credito commerciale è più a rischio: e come usarlo per decidere fidi e condizioni.

Redazione · 26 marzo 2026

Nel quarto trimestre 2025 solo il 43,4% delle imprese italiane ha pagato i fornitori alla scadenza. È il dato più basso di tutti i trimestri dell’anno, secondo lo Studio Pagamenti CRIBIS. Il 52,5% paga con ritardi entro 90 giorni, il 4,1% oltre i 90 giorni: la soglia da cui il credito diventa spesso irrecuperabile.

Tradotto: più di metà delle fatture che emetti verrà incassata in ritardo. La domanda non è se succederà, ma a quali clienti concedere credito e a quali no.

Quali settori pagano peggio?

I ritardi gravi, oltre i 90 giorni, non sono distribuiti in modo uniforme. Lo studio CRIBIS sul 2025 indica i comparti dove il credito commerciale è più esposto:

All’estremo opposto, i comparti industriali strutturati: chimica (1,6% di ritardi gravi), carta (1,9%) e gomma (1,9%) mostrano i valori più bassi, sempre secondo lo Studio Pagamenti CRIBIS.

La lettura pratica: se i tuoi clienti stanno in ristorazione o edilizia, il rischio statistico di ritardo grave è un multiplo di quello di chi vende alla chimica. Le condizioni di pagamento standard che applichi a tutti i clienti stanno ignorando questa differenza.

Dove si concentrano i ritardi in Italia?

Il divario geografico resta profondo. Il Nord Est è l’area più puntuale con il 51,2% di imprese che rispettano le scadenze, seguito dal Nord Ovest (48,9%). Il Centro scende al 39,1%, il Sud e le Isole al 32,6%, con il 6,8% di ritardi oltre i 90 giorni: sempre secondo CRIBIS.

A livello regionale, lo studio CRIBIS mette Lombardia (53,1%), Emilia-Romagna e Veneto (entrambe 52,6%) in testa alla puntualità. In coda Sicilia (27,9%) e Calabria (27,7%): meno di 3 imprese su 10 pagano nei termini.

Le grandi imprese pagano meglio delle piccole?

No, ed è il dato più controintuitivo dello studio. Le microimprese sono le più puntuali: il 44,3% paga alla scadenza. Le piccole si fermano al 42,1%, le medie al 36,3% e le grandi al 21,4%, secondo la scomposizione per dimensione di CRIBIS.

Attenzione però a leggere bene: le grandi pagano tardi per policy, non per difficoltà. I loro ritardi gravi oltre 90 giorni sono solo l’1,6%, contro il 4,8% delle micro, rileva CRIBIS. La grande impresa allunga i termini perché può, ma alla fine paga. La microimpresa che ritarda oltre i 90 giorni, invece, spesso segnala un problema di cassa vero.

Per chi vende, sono due rischi diversi. Con la grande impresa il tema è finanziario: incassi tardi e devi coprire il buco di circolante. Con la micro il tema è di credito: potresti non incassare affatto.

Come usare questi dati per decidere fidi e condizioni?

Tre mosse operative, in ordine di costo:

1. Segmenta i clienti per settore e area. Prima di concedere dilazioni, incrocia il settore del cliente con i dati sopra. Un nuovo cliente edile in un’area a bassa puntualità merita condizioni diverse da un’azienda chimica del Nord Est: anticipo parziale, dilazione più corta, o affidamento più basso.

2. Chiedi l’anticipo dove il rischio statistico è alto. Nei comparti dove i ritardi gravi sono più frequenti, un anticipo parziale all’ordine non è sfiducia: è la prassi che protegge il tuo circolante. Il momento giusto per negoziarlo è la prima fornitura, non dopo il primo insoluto. E prima di affidare un cliente nuovo, dedica pochi minuti al suo bilancio: come leggerlo rapidamente lo abbiamo spiegato in una guida dedicata.

3. Valuta la cessione del credito per i clienti che pagano tardi ma pagano. Il factoring in Italia ha chiuso il 2025 con un turnover di 289,1 miliardi di euro, in crescita del 3,83%, e circa 32.000 imprese utilizzatrici, secondo i dati Assifact di gennaio 2026. È lo strumento tipico per il credito verso grandi imprese solvibili ma lente: incassi subito e trasferisci l’attesa a chi la gestisce di mestiere.

Perché ti riguarda

Il numero da guardare nella tua azienda è il DSO, days sales outstanding: i giorni medi che passano tra fattura e incasso. Si calcola così: crediti commerciali diviso fatturato del periodo, moltiplicato per i giorni del periodo.

Se il tuo DSO è sopra i termini che concedi ai clienti, stai finanziando i loro ritardi con la tua cassa o con il tuo fido bancario. Ogni giorno di DSO in più immobilizza circolante in proporzione diretta al fatturato: più vendi, più ogni giorno di attesa ti costa. Con i dati CRIBIS in mano puoi capire se il tuo DSO riflette il mercato in cui vendi o se stai facendo peggio dei tuoi concorrenti di settore: e nel secondo caso il problema non è il mercato, è la tua gestione del credito.

Vai più a fondo

Lo Studio Pagamenti CRIBIS esce ogni trimestre: il prossimo aggiornamento fotograferà i primi mesi del 2026 e dirà se il calo di puntualità di fine 2025 era stagionale o strutturale. Per il quadro congiunturale in cui questi ritardi maturano, il punto di partenza sono i tre numeri della congiuntura che seguiamo ogni mese.

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