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CCNL logistica: quanto aumenta il costo del tuo trasportatore

Il rinnovo del contratto logistica, trasporto merci e spedizione vale 260 euro al mese a regime per un autista, in quattro tranche fino a giugno 2027. Come leggere le richieste di adeguamento tariffe che arrivano dai fornitori.

Redazione · 9 giugno 2026

Il rinnovo del CCNL logistica, trasporto merci e spedizione firmato il 6 dicembre 2024 vale, a regime, 260 euro lordi al mese in più per un autista e 230 per il personale non viaggiante. L’aumento arriva in quattro tranche, fino a giugno 2027. Due sono già scattate. Ed è da lì che partono le richieste di adeguamento tariffe che i committenti si vedono recapitare.

Cosa prevede il rinnovo firmato a dicembre 2024?

L’accordo, sottoscritto dopo nove mesi di trattativa dalle associazioni datoriali e dai sindacati di categoria, copre il periodo fino al 31 dicembre 2027. La circolare Confetra 262/2024 sintetizza la parte economica: aumento medio a regime di 260 euro mensili per il personale viaggiante e di 230 euro per il non viaggiante, erogato in quattro rate. L’aumento si compone di due voci: una sui minimi tabellari e una nuova, l’EPA (Elemento Professionale d’Area), che pesa su tutti gli istituti contrattuali, TFR compreso. Per il committente il punto è semplice: non è un bonus una tantum, è costo del lavoro strutturale che entra nella base di calcolo di tredicesima, ferie e liquidazione dei dipendenti del fornitore.

Il calendario delle tranche, per un autista di livello B3 (il riferimento tipico del conducente di mezzi pesanti), è questo: 130 euro dal 1° gennaio 2025, 40 euro dal 1° gennaio 2026, 40 euro dal 1° gennaio 2027 e 50 euro dal 1° giugno 2027. Per un impiegato o magazziniere di livello 3S: 120 euro da gennaio 2025, poi 40, 30 e 40 nelle stesse date. Le tabelle complete, livello per livello, sono nella stessa circolare Confetra 262/2024 citata sopra.

Quanto è già arrivato in busta paga dei dipendenti dei tuoi fornitori?

Alla data di oggi, giugno 2026, sono scattate le prime due tranche: un autista B3 costa al suo datore di lavoro 170 euro lordi al mese in più rispetto a fine 2024, su una paga base di partenza di 1.840,37 euro secondo la tabella della circolare Confetra 283/2024. A questo si sommano gli oneri contributivi a carico dell’azienda e l’effetto sugli istituti indiretti.

C’è però un dettaglio che molti fornitori omettono nelle lettere di adeguamento: dal 1° gennaio 2025, con la prima tranche, è cessata l’erogazione dell’ICE, l’indennità di copertura economica che le aziende pagavano durante il periodo di vacanza contrattuale. La prima rata, quindi, in parte ha sostituito un costo che il trasportatore stava già sostenendo. L’aumento netto del 2025 è stato inferiore ai 130 euro nominali.

Il rinnovo ha toccato anche altre voci che pesano sui costi operativi: l’indennità di trasferta del personale viaggiante è salita di 2 euro per fascia (la tratta nazionale da 6 a 12 ore vale ora 23,80 euro), e per la distribuzione urbana la circolare Confetra 8/2025 segnala la riduzione progressiva dell’orario dei conducenti discontinui, da 44 a 43 ore settimanali da giugno 2025 e a 42 ore da gennaio 2026, oltre all’aumento del buono pasto minimo da 5,29 a 8 euro. Meno ore a parità di paga significa, per il fornitore di consegne urbane, più costo per ora guidata.

Quando aspettarsi le richieste di adeguamento?

Le finestre sono scritte nel contratto: gennaio 2025, gennaio 2026, gennaio 2027 e giugno 2027. Un fornitore organizzato manda la lettera di adeguamento nelle settimane attorno a ciascuna scadenza, con decorrenza allineata alla tranche. Una richiesta che arriva a giugno 2026 invocando “il rinnovo del CCNL” merita quindi una domanda: quale tranche? Quella di gennaio 2026 è scattata da cinque mesi; se il fornitore non l’ha chiesta allora, può legittimamente recuperarla ora, ma deve dirlo in modo esplicito. Le prossime due decorrenze sono gennaio e giugno 2027, ed è ragionevole attendersi richieste ravvicinate tra fine 2026 e metà 2027.

Come capire se la richiesta è fondata o opportunistica?

Il costo del lavoro è una componente della tariffa, non la tariffa. In un trasporto ci sono gasolio, pedaggi, ammortamento del mezzo, assicurazioni, struttura. Un adeguamento che applica alla tariffa intera la percentuale di crescita del costo del lavoro sta gonfiando il conto. Tre verifiche prima di firmare:

Un fornitore serio queste informazioni le mette in tabella da solo. La controproposta ragionevole non è rifiutare l’adeguamento, che su un contratto pluriennale è fisiologico e riguarda tutta la concorrenza allo stesso modo: è chiedere la scomposizione, riconoscere la componente lavoro documentata e fissare da subito il criterio per le tranche 2027, così la prossima lettera non riapre la trattativa. Chi vuole andare oltre può incrociare la richiesta con i conti del fornitore: la guida su come leggere il bilancio di un cliente funziona identica al contrario.

Perché ti riguarda: i quattro appuntamenti di aumento sono noti e certi, quindi il costo del trasporto della tua merce salirà ancora due volte entro giugno 2027. Chi li mette a budget e concorda ora il meccanismo di adeguamento negozia meglio di chi riceve la lettera a gennaio. E come per il calendario dei divieti di circolazione, conoscere le date che il tuo fornitore conosce è metà del lavoro.

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