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Iperammortamento 2026: maggiorazioni fino al 180%, piattaforma GSE aperta. La guida per le PMI

Il nuovo iperammortamento Transizione 5.0 è operativo: maggiorazioni dal 50% al 180% e piattaforma GSE aperta dal 12 giugno 2026. Come funziona e chi rientra.

Redazione · 17 giugno 2026

Il nuovo iperammortamento del piano Transizione 5.0 è operativo: dal 12 giugno 2026 le imprese possono prenotare l’agevolazione sulla piattaforma GSE. La misura, introdotta dalla legge di bilancio 2026 (legge 199/2025, articoli 427-436), riconosce una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni ai soli fini fiscali: 180% fino a 2,5 milioni di euro di investimento, 100% da 2,5 a 10 milioni, 50% da 10 a 20 milioni. Vale per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Tutti i dettagli sulla pagina ufficiale MIMIT.

Perché ti riguarda: è il principale incentivo fiscale disponibile per chi compra macchinari, robot, software di fabbrica e impianti di autoproduzione energetica. E funziona con una logica diversa dai crediti d’imposta degli anni scorsi: torna l’ammortamento maggiorato, quindi il beneficio passa dalla dichiarazione dei redditi e dipende dalla tua capienza fiscale.

Come funziona la maggiorazione?

Il meccanismo riprende la logica del vecchio iperammortamento: il costo del bene viene maggiorato ai soli fini fiscali per il calcolo delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing. Un esempio con l’aliquota piena: su una macchina da 500.000 euro, la maggiorazione del 180% porta il costo fiscalmente riconosciuto a 1.400.000 euro. La differenza, 900.000 euro, viene dedotta dal reddito d’impresa lungo il periodo di ammortamento: con IRES al 24%, il beneficio teorico è di 216.000 euro spalmati negli anni.

Due conseguenze pratiche di questa architettura, da verificare con il commercialista prima dell’ordine:

  1. Serve utile imponibile. A differenza del credito d’imposta, la deduzione vale solo se hai redditi da abbattere. Un’azienda in perdita ne rinvia il beneficio.
  2. Il beneficio è diluito. Segue le aliquote di ammortamento del bene: la cassa arriva in più esercizi, non in compensazione immediata.

Quali beni rientrano?

Secondo la scheda MIMIT, sono agevolabili i beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale indicati negli allegati IV e V della legge 199/2025, e gli impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, con dimensionamento fino al 105% del fabbisogno energetico dell’impresa. Il perimetro copre quindi sia il fronte 4.0 classico (macchine interconnesse, robotica, software di fabbrica) sia quello energetico che era il cuore della vecchia Transizione 5.0.

Restano gli adempimenti tecnici: perizia tecnica asseverata sui requisiti dei beni e certificazione contabile. Sono documenti da pianificare insieme all’investimento, non a consuntivo.

Come si prenota l’agevolazione sul portale GSE?

La procedura passa dalla piattaforma del Gestore dei Servizi Energetici, operativa dal 12 giugno 2026 come confermato anche da FiscoOggi, la testata dell’Agenzia delle Entrate. L’accesso avviene dall’Area Clienti del sito GSE con SPID o CIE. Le regole operative sono fissate dal decreto interministeriale del 7 maggio 2026 e dal decreto direttoriale del 10 giugno 2026, entrambi richiamati nella pagina MIMIT.

Il punto da non sottovalutare: la prenotazione segue l’ordine di presentazione e le risorse sono contingentate. Chi ha investimenti già decisi per il 2026 ha interesse a trasmettere la comunicazione presto, non a ridosso della consegna del bene.

Conviene rispetto ai vecchi crediti d’imposta?

Dipende dal profilo fiscale dell’azienda. Per un’impresa con utili stabili e investimenti sotto i 2,5 milioni, l’aliquota del 180% è generosa: il beneficio effettivo supera quello della gran parte delle configurazioni dei vecchi crediti 4.0. Per aziende con redditività bassa o volatile, la diluizione e il vincolo di capienza pesano: il confronto va fatto sui flussi di cassa attualizzati, non sulle percentuali nominali. È l’analisi da chiedere al commercialista con i numeri del tuo piano di investimento, prima di firmare l’ordine.

Il contesto di mercato rende il calcolo ancora più interessante: come mostrano gli ordini UCIMU del primo trimestre 2026, la domanda interna di macchine è debole e i costruttori trattano. Incentivo pieno più potere negoziale è una combinazione che non capita spesso.

E se compro in leasing?

La maggiorazione si applica anche ai canoni di leasing finanziario, come precisa la scheda MIMIT: per molte PMI resta quindi percorribile la strada classica del leasing strumentale senza perdere il beneficio. Attenzione però ai dettagli contrattuali: la decorrenza dell’investimento, il momento dell’interconnessione del bene e la documentazione tecnica vanno allineati con la società di leasing fin dall’inizio, perché la perizia asseverata e la certificazione contabile devono reggere anche nella struttura trilaterale fornitore, locatore, utilizzatore. Un passaggio in più da mettere in conto nei tempi della pratica.

Cosa fare adesso, in ordine?

In pratica:

  1. Verifica la capienza fiscale con il commercialista: senza utili da abbattere, il beneficio slitta.
  2. Controlla che i beni in programma rientrino negli allegati IV e V e preventiva perizia e certificazione contabile.
  3. Prenota sul portale GSE appena l’investimento è definito: le risorse seguono l’ordine di arrivo.
  4. Occhio al calendario normativo: una macchina consegnata dal 2027 ricade nel nuovo Regolamento Macchine europeo. Le clausole da prevedere in contratto le trovi nella guida al Regolamento 2023/1230.

Scadenza: la finestra degli investimenti agevolabili va dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, ma le risorse prenotabili non sono illimitate: la data che conta è quella della tua comunicazione al GSE.

Disclaimer: questo articolo è informativo e non sostituisce la consulenza fiscale. Verifica ogni valutazione con il tuo commercialista sui testi ufficiali linkati.

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