GUIDA
NIS2 e PMI manifatturiere: sei nel perimetro anche se non lo sai. La checklist in 8 punti
Il decreto NIS2 include il manifatturiero: sopra i 50 dipendenti o 10 milioni di fatturato puoi rientrare nel perimetro ACN. Checklist in 8 punti per capirlo.
Redazione · 8 aprile 2026
Se la tua azienda manifatturiera supera i 50 dipendenti o i 10 milioni di euro di fatturato, può rientrare nel perimetro della direttiva europea NIS2 sulla cybersicurezza, recepita in Italia con il decreto legislativo 4 settembre 2024, n. 138, in vigore dal 16 ottobre 2024. Molti titolari lo hanno scoperto tardi, convinti che la cybersicurezza regolamentata riguardasse solo banche, energia e telecomunicazioni. Non è così: il manifatturiero è tra i settori elencati dal decreto.
Perché ti riguarda: la NIS2 non è un adempimento informatico delegabile in blocco al fornitore IT. Il decreto assegna responsabilità dirette agli organi di amministrazione: chi guida l’azienda risponde dell’approvazione delle misure di gestione del rischio. E le sanzioni previste dal decreto arrivano, per i soggetti importanti, fino a 7 milioni di euro o all’1,4% del fatturato mondiale annuo; per i soggetti essenziali fino a 10 milioni o al 2%.
Come faccio a sapere se la mia azienda è nel perimetro?
Il criterio combina settore e dimensione. Il d.lgs. 138/2024 copre 18 settori tra “altamente critici” e “critici”: tra questi la fabbricazione di dispositivi medici, computer ed elettronica, apparecchiature elettriche, macchinari, autoveicoli e altri mezzi di trasporto, oltre a chimica e alimentare. Se operi in uno dei settori elencati negli allegati e superi le soglie della media impresa (50 addetti o 10 milioni di fatturato), la regola generale è che rientri come “soggetto importante”; le organizzazioni più grandi o più critiche sono “soggetti essenziali”.
Il punto operativo: l’autorità competente è l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, e i soggetti nel perimetro devono registrarsi sulla sua piattaforma digitale. Chi non si è mai posto il problema dovrebbe verificare subito la propria posizione, perché l’obbligo di censimento non arriva con una lettera: è l’azienda che deve autoqualificarsi.
La checklist in 8 punti
- Verifica il settore. Controlla negli allegati del decreto se il tuo codice di attività rientra tra i settori coperti. Il manifatturiero c’è, articolato per comparti.
- Verifica la dimensione. Sopra 50 dipendenti o 10 milioni di fatturato scatta la presunzione di inclusione. Attenzione ai gruppi: contano anche le imprese collegate.
- Registrati (o verifica la registrazione) sulla piattaforma ACN. Il decreto prevede finestre annuali di censimento: la tua azienda potrebbe dover comparire nell’elenco anche se nessuno ti ha contattato.
- Porta il tema in consiglio. Gli organi di amministrazione devono approvare le misure di gestione del rischio e seguire una formazione in materia. Serve una delibera, non una presa d’atto informale.
- Mappa i sistemi, inclusi quelli di fabbrica. Il perimetro non è solo l’IT gestionale: PLC, SCADA, macchine connesse e telemanutenzione dei fornitori sono la superficie d’attacco tipica di un’azienda manifatturiera.
- Prepara la gestione degli incidenti. La NIS2 impone la notifica degli incidenti significativi al CSIRT nazionale con tempistiche strette: la prima segnalazione entro 24 ore dalla conoscenza dell’incidente. Senza una procedura scritta e provata, quelle ore evaporano.
- Guarda la catena di fornitura. Le misure richieste includono la sicurezza della supply chain: preparati a ricevere questionari dai clienti grandi e a girarli ai tuoi fornitori critici.
- Documenta tutto. In caso di ispezione, ciò che non è documentato non esiste: analisi dei rischi, delibere, piani di formazione, registri degli incidenti.
Da dove partire se sei a zero?
La buona notizia: gran parte delle misure richieste coincide con l’igiene informatica che un’azienda connessa dovrebbe già avere. Autenticazione a più fattori, backup verificati, segmentazione tra rete di fabbrica e rete uffici, gestione degli accessi dei manutentori esterni. Se hai avviato progetti di raccolta dati di produzione, come suggeriscono i dati ISTAT sulla digitalizzazione, la sicurezza OT va progettata insieme, non dopo: collegare le macchine alla rete senza segmentazione significa allargare la superficie d’attacco proprio mentre l’obbligo normativo si stringe.
Un ordine di lavoro realistico per una PMI: prima l’autovalutazione del perimetro (giorni, non mesi), poi la registrazione ACN se dovuta, poi un assessment tecnico su IT e OT, infine il piano di adeguamento con priorità e budget. L’adeguamento alle misure segue le scadenze fissate dagli atti ACN: il calendario va verificato sul sito dell’Agenzia, che pubblica determinazioni e FAQ operative.
C’è infine un effetto indiretto che tocca anche chi resta fuori dal perimetro: i clienti soggetti a NIS2 devono presidiare la sicurezza dei propri fornitori, e lo faranno con questionari, clausole contrattuali e audit. Per un terzista o un subfornitore, dimostrare un livello minimo di igiene informatica sta diventando un requisito commerciale prima ancora che legale: chi risponde bene ai questionari resta in vendor list, chi non risponde esce.
In pratica:
- Se superi 50 dipendenti o 10 milioni di fatturato e produci qualcosa, assumi di essere nel perimetro fino a prova contraria.
- La registrazione ACN e la delibera degli amministratori sono i due atti che dimostrano che non stai ignorando l’obbligo.
- Tratta la NIS2 come un progetto di continuità operativa, non come una pratica: un fermo di produzione da ransomware costa più di qualunque adeguamento.
Questo articolo è una guida orientativa, non una consulenza legale: per la qualificazione formale della tua azienda verifica con il tuo consulente. Sul metodo con cui trattiamo il pillar normativo, vale quanto scritto nel manifesto di Tech B2B.